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Aliquota unica del 20%: impatto su proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR

L'introduzione dell'aliquota unica del 20%: impatto si proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR
Dal 1° gennaio del 2012, per effetto delle previsioni contenute nell'art. 2, commi da 6 a 34, del decreto legge n. 138/11, le ritenute e le imposte sostitutive applicabili sui redditi di capitale di cui all'art. 44 del TUIR e sui redditi diversi di natura finanziaria (di cui all'art. 67, comma 1, lett. da c-bis) a c-quinquies), del medesimo decreto sono applicate nella misura del 20% in luogo delle diverse aliquote applicabili sulla base del previgente regime (12,5%, 27% e 20% limitatamente ai proventi derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari e SIIQ).
Una deroga all'applicazione dell'aliquota unica, tuttavia, è stata prevista con riferimento ai redditi:

- delle obbligazioni e degli altri titoli del debito pubblico e a questi equiparati, oltre che delle obbligazioni emesse dagli Stati esteri inclusi nella white list, per i quali trova applicazione l'aliquota del 12,5% sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria;
- dei titoli di risparmio per l'economia meridionale, su cui continua ad applicarsi l'imposta sostitutiva nella misura del 5% sugli interessi, premi e altri proventi;
- dei piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti (la cui disciplina, ad oggi, è ancora da definire).
Sono state inoltre escluse dall'applicazione dell'aliquota al 20% le forme pensionistiche complementari di cui al d.lgs. n. 252/05 (costituite nella forma di fondo pensione o mediante contratto di assicurazione), i cui rendimenti netti maturati continuano a essere assoggettati a imposizione nella misura dell'11%. L'aliquota dell'11% è stata confermata anche con riferimento agli utili distribuiti da società ed enti residenti a fondi pensione istituiti negli Stati membri dell'Unione europea e negli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) inclusi nella white list.


Inoltre, resta ferma l'applicazione della ritenuta nella misura dell'1,375% sugli utili corrisposti alle società e agli enti soggetti a un'imposta sul reddito delle società negli Stati UE e SEE inclusi nella white list, nonché la ritenuta del 5% sugli interessi e altri proventi relativi a finanziamenti infragruppo percepiti da imprese estere.
L'introduzione di un'unica aliquota di tassazione pari al 20% dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria ha riguardato, ovviamente, anche i proventi derivanti dalla partecipazione a OICR italiani ed esteri, fatta salva la quota di provento riferibile all'investimento in titoli pubblici.
In particolare, per quanto attiene ai redditi di capitale derivanti dalla partecipazione a OICR italiani (diversi dai fondi immobiliari) e a fondi lussemburghesi storici, nonché ai redditi derivanti dalla partecipazione a OICVM comunitari armonizzati o non armonizzati il cui gestore sia soggetto a vigilanza, è stato previsto che la base imponibile su cui applicare la ritenuta del 20% deve essere ridotta di una quota dei proventi riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli di cui all'art. 31 del d.P.R. n. 601/73 ed equiparati, nonché alle obbligazioni emesse dagli Stati esteri UE e SEE inclusi nella white list. Questo al fine di assicurare che i redditi di capitale e i redditi diversi derivanti dai predetti titoli, che rientrano tra quelle fattispecie per le quali è stata prevista una deroga all'applicazione dell'aliquota del 20%, vengano tassati nella misura del 12,5% anche nell'ipotesi di investimento indiretto tramite la partecipazione a organismi d'investimento.
Il criterio di individuazione della quota è stato definito con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 13 dicembre del 2011. Al riguardo, il decreto stabilisce che i proventi derivanti dalla partecipazione a questi organismi d'investimento si considerano riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri in proporzione alla percentuale media dell'attivo investita nei titoli medesimi, direttamente o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento. In modo speculare questo criterio trova applicazione anche ai fini della determinazione delle perdite fiscalmente rilevanti, derivanti dalla partecipazione agli organismi d'investimento in oggetto.
La percentuale media d'investimento deve essere rilevata sulla base degli ultimi due prospetti, semestrali o annuali, redatti e diffusi presso il pubblico entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni. Pertanto, ai fini del calcolo della percentuale media, gli organismi d'investimento che redigono prospetti semestrali e annuali devono assumere i dati indicati nell'ultima relazione semestrale e nell'ultimo rendiconto annuale o bilancio d'esercizio approvati e diffusi entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni; per quelli che redigono esclusivamente il prospetto annuale, invece, la percentuale media è rilevata sulla base degli ultimi due rendiconti annuali o degli ultimi due bilanci d'esercizio approvati e diffusi entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni.
A titolo di esempio, nel caso di organismi d'investimento che redigono prospetti semestrali e annuali con periodo contabile coincidente con l'anno solare, ai fini della tassazione dei proventi periodici distribuiti nel corso del primo semestre del 2012, o di quelli conseguiti per effetto di operazioni di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni effettuate nel primo semestre del 2012, si deve tenere conto della percentuale media determinata assumendo i valori evidenziati nella relazione semestrale al 30 giugno del 2011 e nel rendiconto annuale al 31 dicembre del 2010. Con riferimento ai redditi di capitale conseguiti nel corso del secondo semestre del 2012, invece, rileva la percentuale media determinata assumendo i valori indicati nella relazione semestrale al 30 giugno del 2011 e al rendiconto annuale del 31 dicembre del 2011.
Una deroga a questo criterio è prevista nel caso in cui, al momento del conseguimento dei proventi, sia stato redatto un solo prospetto. La deroga è sostanzialmente prevista per gli organismi d'investimento di nuova istituzione ed è volta a consentire la riduzione, con riferimento all'investimento da parte del fondo in titoli pubblici italiani ed esteri, della base imponibile dei proventi derivanti dalla partecipazione al fondo stesso, in funzione della percentuale media determinata sulla base di un unico prospetto redatto. Di contro, qualora al momento del conseguimento dei proventi non sia stato ancora redatto un prospetto, i proventi saranno soggetti alla ritenuta del 20% sul loro intero ammontare.
Nel caso di operazioni di fusione, il decreto stabilisce che la percentuale media deve essere determinata sulla base della somma dei valori risultanti dagli ultimi due prospetti redatti dagli organismi d'investimento oggetto dell'operazione. In pratica, in questi casi la percentuale media viene determinata come se, alle date di riferimento dei prospetti rilevanti ai fini del calcolo della percentuale, l'operazione di fusione fosse stata già perfezionata.
Da un punto di vista applicativo, la quota di provento (o perdita) imputabile ai titoli pubblici italiani ed esteri è determinata applicando la percentuale media dell'investimento nei predetti titoli, calcolata secondo i criteri sopra specificati, all'importo del reddito di capitale (o della perdita) derivante dalla partecipazione all'organismo d'investimento. La parte di provento riferibile ai titoli pubblici italiani ed esteri, individuata applicando la percentuale media all'importo del provento conseguito, come precisato nel decreto, è soggetta a ritenuta del 20% solo nel limite del 62,5% del relativo ammontare. Di converso, le perdite che si considerano riferibili ai predetti titoli possono essere portate in deduzione per una quota pari al 62,5%.
Pertanto la ritenuta del 20% si applica sui proventi derivanti dalla partecipazione agli organismi di investimento in commento su un importo al netto del 37,5% dei proventi riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici italiani ed esteri. Allo stesso modo, le perdite derivanti dalla partecipazione a OICR riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi, per un importo ridotto del 37,5% del loro ammontare.

 

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