Assogestioni
 

Fondi aperti e Sicav

 

Tassazione partecipanti

Con la soppressione dell'imposta sostitutiva sul risultato maturato della gestione dell'organismo d'investimento, a decorrere dal 1° luglio 2011, la tassazione avviene in via generale in capo ai partecipanti al momento della percezione dei proventi. In particolare, sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione a OICR italiani (diversi dai fondi immobiliari) e a fondi lussemburghesi storici è prevista l'applicazione di una ritenuta alla fonte ai sensi dell'art. 26-quinquies del d.P.R. n. 600/73.

La suddetta ritenuta - pari al 12,5% fino al 31 dicembre del 2011 ed elevata al 20% a decorrere dal 1° gennaio 2012 - è applicata sui proventi distribuiti ai partecipanti in costanza di partecipazione all'organismo d'investimento e su quelli compresi nella differenza (positiva) tra il valore di riscatto, di liquidazione o di cessione delle quote o azioni e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto (il valore e il costo delle quote o azioni è rilevato dai prospetti periodici dell'organismo).

Ai fini dell'applicazione della ritenuta, si considera cessione anche il trasferimento di quote o azioni a rapporti di custodia, amministrazione o gestione intestati a soggetti diversi dagli intestatari dei rapporti di provenienza, e ciò anche qualora il trasferimento avvenga a causa di successione o donazione. Per il versamento della ritenuta, considerato che in tal caso non vi è, di fatto, la percezione di alcun corrispettivo, il contribuente è tenuto a fornire al sostituto d'imposta la necessaria provvista.

Sono fiscalmente rilevanti anche le operazioni di switch di quote o azioni di organismi di investimento, ossia i trasferimenti effettuati da un comparto a un altro del medesimo organismo di investimento. La rilevanza fiscale di queste operazioni discende sostanzialmente dalla circostanza che, sotto il profilo giuridico, ciascun fondo comune o ciascun comparto di uno stesso fondo costituisce un patrimonio autonomo. Tale regola non si applica, invece, in caso di operazioni di passaggio tra classi di quote o azioni. Queste, infatti, non costituiscono patrimoni separati e autonomi, ma vengono costituite all'interno di un medesimo organismo di investimento o comparto (ad esempio, al fine di applicare differenti regimi commissionali in funzione della tipologia dell'investitore).

Il soggetto tenuto ad applicare la ritenuta è, in via principale, l'emittente delle quote o delle azioni (cioè la SGR, la SICAV e, per le quote o azioni dei fondi lussemburghesi storici, i soggetti incaricati al collocamento delle quote o azioni nel territorio dello Stato). In caso di negoziazione delle quote o azioni, la ritenuta è invece applicata dai soggetti incaricati della negoziazione (che, in alcuni casi, può coincidere con l'emittente delle quote o azioni). Nell'ipotesi in cui le quote o azioni siano immesse in un sistema di deposito accentrato gestito da una società autorizzata (ai sensi dell'art. 80 del TUF, ad esempio Monte Titoli Spa), il sostituto d'imposta è l'intermediario presso cui le quote o azioni sono state depositate e che, direttamente o indirettamente, aderisce al sistema di deposito accentrato. Nel caso poi di organismi di investimento istituiti in Italia in attuazione del c.d. "passaporto del gestore" da parte di una SGR stabilita in un altro Stato membro, la ritenuta è applicata direttamente dalla SGR estera ovvero da un rappresentate fiscale, che risponde in solido con la SGR estera per gli obblighi di determinazione e versamento della ritenuta.

Tuttavia, qualora i proventi siano conseguiti senza il tramite di un intermediario al di fuori dell'esercizio d'impresa commerciale, gli stessi sono assoggettati ad imposizione sostitutiva delle imposte sui redditi con la stessa aliquota della ritenuta (ossia nella misura del 20%) a cura del contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.

La ritenuta è applicata a titolo d'acconto, in relazione alle partecipazioni detenute nell'esercizio di imprese commerciali, e a titolo d'imposta nei confronti di tutti gli altri soggetti, compresi quelli esenti o esclusi dall'imposta sul reddito delle società.
Nessuna ritenuta deve essere applicata sui proventi percepiti dai soggetti non residenti in possesso dei requisiti di cui all'art. 6 del d.lgs. n. 239/96 e maturati nel periodo di possesso delle quote o azioni. Trattasi, in particolare dei soggetti che risiedono in Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni inclusi nella white list, (compresi gli investitori istituzionali esteri, anche se privi di soggettività tributaria) nonché gli enti e organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia e le banche centrali o gli organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato, indipendentemente dallo Stato di residenza.
La ritenuta non è applicata neppure sui proventi relativi a quote o azioni detenute nell'ambito di gestioni individuali per le quali sia stata esercitata l'opzione per l'applicazione del regime del risparmio gestito di cui all'art. 7 del d.lgs. n. 461/97, nonché sui proventi percepiti dagli OICR istituiti in Italia (compresi i fondi immobiliari), dai fondi lussemburghesi storici e da forme pensionistiche complementari di cui al d.lgs. n. 252/05. In sostanza, i suddetti proventi sono assoggettati alle specifiche disposizioni che regolano la tassazione dei soggetti in questione.

Per quanto riguarda i redditi diversi (plusvalenze e minusvalenze) realizzati attraverso il rimborso, la liquidazione o la cessione delle quote o azioni dell'organismo di investimento acquistate e/o cedute a prezzi diversi da quelli risultanti dai prospetti periodici dell'organismo (determinati al netto dei redditi di capitale pro-tempore maturati), nonché le perdite di partecipazione direttamente riferibili al decremento di patrimonio rilevato in capo all'organismo di investimento, si applicano le disposizioni previste per i singoli regimi impositivi di cui agli artt. 5, 6 e 7 del d.lgs. n. 461/97 (ossia il regime della dichiarazione, del risparmio amministrato ovvero del risparmio gestito); se i redditi sono percepiti nell'ambito di un'attività di impresa commerciale, questi concorrono a formare il reddito d'impresa secondo le regole ordinarie stabilite dal TUIR.
In merito alla tassazione delle plusvalenze e delle minusvalenze si fa presente che, a decorrere dal 1° luglio del 2011, il regime del risparmio amministrato costituisce il regime "naturale" delle quote o azioni degli organismi d'investimento, salvo facoltà per l'investitore di rinunciare all'applicazione di tale regime con effetto dalla prima operazione successiva. Relativamente alle minusvalenze, invece, è stato previsto che il rimborso o la cessione, anche parziale, delle quote o azioni di organismi d'investimento costituisce presupposto per il rilascio da parte dell'intermediario della relativa certificazione (oltre, quindi, alle ipotesi di revoca dell'opzione per l'applicazione del risparmio amministrato ovvero di chiusura del rapporto).

Tuttavia, il rilascio della certificazione di minusvalenza trova applicazione nel caso in cui le quote o azioni degli organismi d'investimento siano detenute in un rapporto non formalizzato in un contratto di custodia, amministrazione o deposito (c.d. "rubrica fondi"), e riguardante esclusivamente le predette quote o azioni. Nel suddetto caso, infatti, essendo il contribuente titolare di sole quote o azioni di organismi d'investimento, risulterebbe nella maggior parte delle ipotesi impossibilitato a utilizzare le minusvalenze realizzate. Diversamente, cioè nel caso in cui le quote o azioni di OICR siano inserite in un formale contratto di custodia, amministrazione o deposito con opzione per il regime del risparmio amministrato, la certificazione di minusvalenza non può essere rilasciata in occasione del rimborso o cessione, anche parziale, delle quote o azioni, in quanto le minusvalenze devono essere utilizzate nell'ambito del rapporto in cui sono originate.

 

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