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Tassazione fondi italiani

Il nuovo regime di tassazione degli organismi d'investimento di diritto italiano è disciplinato dall'art. 73, comma 5-quinquies del TUIR. In particolare, il nuovo regime fiscale si applica a tutti gli OICR istituiti in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e ai fondi lussemburghesi storici.


È stato quindi finalmente individuato un regime fiscale anche per i fondi comuni che investono in beni diversi dagli strumenti finanziari. Il nuovo regime di tassazione dei fondi comuni, infatti, trova applicazione nei confronti di tutte le tipologie di OICR italiani (diversi dai fondi immobiliari) di cui l'art. 4 del d.m. n. 228/99 consente la costituzione e che, fino all'entrata in vigore della nuova normativa, non sono stati sviluppati a causa dell'incertezza della relativa disciplina fiscale. Si tratta, in particolare, di OICR che investono il loro attivo in crediti, titoli rappresentativi di crediti e in ogni altro bene per il quale esista un mercato e sia determinabile con certezza il valore con una periodicità almeno semestrale (ad esempio metalli, pietre preziose, beni d'arte, ecc.).


Per quanto riguarda il regime fiscale applicabile, il comma 5-quinquies dell'art. 73 del TUIR stabilisce che i redditi dei predetti organismi d'investimento sono esenti dalle imposte sui redditi purché il fondo o il soggetto incaricato della gestione sia sottoposto a forme di vigilanza prudenziale e prevede che sui redditi di capitali per i quali l'organismo d'investimento subisce le ritenute alla fonte, queste sono applicate a titolo d'imposta.


In particolare, a decorrere dal 1° gennaio del 2012 (a seguito dell'unificazione al 20% dell'aliquota di tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria), prelievo alla fonte sui redditi di capitale percepiti da questi organismi d'investimento è sostanzialmente limitato ai proventi da titoli atipici di cui agli artt. 5 e 8 del decreto legge n. 512/83, nonché agli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari di cui all'art. 26, primo comma, del d.P.R. n. 600/73 assoggettati alla ritenuta in modo indifferenziato da parte dell'emittente.


In questo modo, risultano notevolmente ridotti i fenomeni di doppia imposizione, considerato che per effetto del passaggio della tassazione in capo ai partecipanti, sui proventi per i quali l'organismo di investimento continua a subire le ritenute o le imposte sostitutive alla fonte, si verifica una doppia tassazione dei redditi, non potendo questa essere scomputata dal partecipante.


Ulteriore aspetto da evidenziare è l'inclusione degli organismi di investimento italiani tra i soggetti passivi IRES che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale di cui al all'art. 73, comma 1, lett. c), del TUIR e l'attribuzione, ai fini delle imposte sui redditi, della natura di soggetti residenti in Italia. Ciò significa che gli OICR istituiti in Italia, che percepiscono redditi provenienti da Stati esteri con i quali è in vigore una convenzione contro le doppie imposizioni, sono riconosciuti dall'Amministrazione fiscale italiana come soggetti che possono beneficiare del trattamento previsto da tali convezioni. Tuttavia, in considerazione del fatto che le convenzioni contro le doppie imposizioni sono generalmente applicate in base "a condizioni di reciprocità", le Autorità estere potrebbero subordinare l'applicazione del trattamento convenzionale ai fondi istituiti in Italia al riconoscimento dello stesso trattamento ai propri fondi.

 

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