Assogestioni
 

Fondi immobiliari

 

Tassazione investitori istituzionali

L'art. 32, comma 3, del decreto legge n. 78/10 definisce investitori "istituzionali" i seguenti soggetti:


lo Stato italiano e gli enti pubblici italiani;
gli organismi d'investimento collettivo del risparmio;
le forme di previdenza complementare e gli enti di previdenza obbligatoria;
le imprese di assicurazione, limitatamente agli investimenti destinati alla copertura delle riserve tecniche;
gli intermediari bancari e finanziari assoggettati a forme di vigilanza prudenziale;
i soggetti e i patrimoni indicati nelle precedenti lettere costituiti all'estero in Stati inclusi nella cosiddetta white list;
gli enti privati residenti in Italia che perseguano finalità mutualistiche;
i veicoli costituiti in forma societaria o contrattuale partecipati in misura superiore al 50% dai soggetti indicati nelle precedenti lettere.
Il regime di tassazione applicabile ai redditi di capitale derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari, relativi a quote detenute dai predetti investitori, è quello ordinario di cui all'art. 7 del decreto legge n. 351/01, che prevede l'applicazione di una ritenuta del 20% sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione al fondo immobiliare, distribuiti in costanza di partecipazione al fondo oppure realizzati attraverso il riscatto o la liquidazione delle quote.


La ritenuta è applicata a titolo d'acconto dalla SGR (o, nel caso di quote dematerializzate, dall'intermediario depositario) se i proventi sono percepiti da soggetti che detengono le quote nell'esercizio di impresa commerciale, mentre è applicata a titolo d'imposta nei confronti di tutti gli altri soggetti, compresi quelli esenti o esclusi da imposta sul reddito delle società. La ritenuta non è applicata sui proventi percepiti dalle forme di previdenza complementare indicate dal d.lgs. n. 252/05 e dagli OICR istituiti in Italia e disciplinati dal d.lgs. n. 58/98 (TUF).


Non sono soggetti a imposizione neppure i proventi percepiti dai fondi pensione e dagli OICR esteri situati in Stati white list, né i proventi percepiti da enti o organismi internazionali (costituiti in base ad accordi resi esecutivi in Italia) e da banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato, indipendentemente dal Paese di residenza. Per gli investitori esteri, diversi da quelli indicati, che risiedono in Stati con i quali sono in vigore convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, è prevista una procedura semplificata per l'applicazione diretta, da parte dei sostituti d'imposta, dell'eventuale minore aliquota convenzionale.


I proventi e le perdite realizzati attraverso la negoziazione delle quote, e le perdite realizzate nelle operazioni di riscatto o liquidazione, costituiscono "reddito diverso" (plusvalenza o minusvalenza). In particolare, le plusvalenze (o minusvalenze) realizzate attraverso la negoziazione delle quote e le minusvalenze realizzate attraverso il riscatto o la liquidazione sono soggette a un'imposta sostitutiva del 20%, secondo il regime di tassazione scelto dall'investitore (regime della dichiarazione, del risparmio amministrato o del risparmio gestito). Se questi redditi sono invece percepiti nell'ambito di un'attività d'impresa commerciale, questi concorrono a formare il reddito d'impresa.

 

Mappa