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Fondi pensione

Il decreto legislativo n. 252/05 di riforma della previdenza complementare ha lasciato pressoché invariato il regime tributario dei fondi pensione introdotto dal decreto legislativo n. 47/00. Tale regime prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura dell'11% sul risultato netto di gestione maturato in ciascun periodo d'imposta.


Il risultato netto di gestione si determina sottraendo dal valore del patrimonio netto rilevato da apposito prospetto relativo all'ultimo giorno dell'anno solare (aumentato dell'imposta sostitutiva accantonata, delle erogazioni effettuate per il pagamento dei riscatti, delle prestazioni previdenziali e delle somme trasferite ad altre forme pensionistiche) il valore del patrimonio all'inizio dell'anno (aumentato dei contributi versati, delle somme ricevute da altre forme pensionistiche nonché dei redditi soggetti a ritenuta, dei redditi esenti o comunque non soggetti ad imposta).


Per consentire l'effettiva tassazione del risultato netto di gestione, i redditi di capitale sono percepiti dal fondo pensione al lordo delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili (in buona sostanza, il fondo è considerato soggetto "lordista"), tranne talune eccezioni. La deroga al regime delle ritenute alla fonte non opera, ad esempio, in relazione agli interessi ed altri proventi dei conti correnti e depositi bancari esteri, compresi i certificati di deposito, nonché per gli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari emessi da talune società non quotate. Allo scopo di evitare la doppia imposizione, tali redditi, in quanto già soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, non concorrono a formare il risultato di gestione da tassare con imposta sostitutiva. Per la medesima finalità, in relazione alle quote o azioni degli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) di diritto italiano e dei fondi lussemburghesi c.d. "storici" possedute alla data del 30 giugno 2011, ai fondi pensione è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del 15% sui proventi percepiti o iscritti nel rendiconto del fondo pensione dal 1° luglio 2011. ciò, in quanto, fino al 30 giugno 2011 i suddetti organismi di investimento sono stati assoggettati ad imposta sostitutiva sul risultato maturato della gestione. Il credito d'imposta spetta fino a concorrenza della differenza positiva eventualmente esistente fra il valore delle predette quote o azioni rilevato dai prospetti periodici alla data del 30 giugno 2011 e il valore rilevato dai medesimi prospetti alla data di sottoscrizione o acquisto (ovvero quello iscritto nel rendiconto del fondo pensione alla data del 31 dicembre 2010, nel caso di quote o azioni sottoscritte o acquistate prima del 1° gennaio 2011).


L'imposta sostitutiva relativa alle variazioni di valore del patrimonio del fondo deve essere calcolata con la stessa periodicità con cui si procede alla valorizzazione delle quote. In particolare, l'imposta relativa agli incrementi del patrimonio è accantonata in apposita voce del passivo del fondo.


Nel caso in cui il fondo al termine del periodo d'imposta consegua un risultato negativo, questo è computato, senza limiti temporali, in diminuzione del risultato della gestione dei periodi d'imposta successivi, per l'intero importo che trova in essi capienza. Qualora il fondo gestisca più linee di investimento, il risultato negativo può essere utilizzato, in tutto o in parte, dal fondo in diminuzione del risultato di gestione positivo di altre linee di investimento, mediante prelievo delle somme dalla linea con debito d'imposta e successivo accreditamento alla linea che ha maturato un risultato negativo.
Nel caso di scioglimento del fondo e di trasferimento della posizione individuale ad altra forma pensionistica, individuale o collettiva, il fondo destinatario della posizione può portare il risultato negativo in diminuzione del risultato netto maturato nei periodi d'imposta successivi. A tal fine, nel determinare il valore della quota si tiene conto del "credito d'imposta" corrispondente all'11% del risultato negativo.


I trasferimenti delle posizioni individuali operate in favore di forme pensionistiche disciplinate dal decreto legislativo n. 252/05 nonché i trasferimenti tra forme pensionistiche sono esenti da imposta.

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