Assogestioni
 

Fondi aperti

 

Definizione

 

I fondi aperti si distinguono sulla base della domiciliazione e sulla base dei vincoli e delle limitazioni che sono chiamati a rispettare nella gestione del portafoglio. Rimandando per i vari approfondimenti alla sezione Norme & Governance, qui si ricordano le principali tipologie di fondi aperti.


Per quanto riguarda la domiciliazione i fondi aperti si dividono in prodotti di diritto italiano e prodotti di diritto estero. Questi ultimi posso essere fondi aperti promossi da intermediari italiani (in questo caso si parla di fondi roundtrip) o fondi aperti istituiti da intermediari esteri (fondi esteri).


Per quanto riguarda invece i vincoli e le limitazioni imposte ai singoli fondi dalla normativa europea, il mercato distingue tra fondi armonizzati e non armonizzati (entrambi i fondi possono essere sia di diritto italiano sia di diritto estero). I primi rispettano i limiti e i criteri stabiliti dal d.m. 228/1999 e dal Regolamento Banca d'Italia sulla gestione collettiva del risparmio. I fondi non armonizzati, invece, investono nei beni individuati dall'articolo 4, comma 2, lettere a), b) e c) del d.m. 228/1999, ma sempre nel rispetto dei limiti e dei criteri stabiliti dal Regolamento Banca d'Italia.


La sottoscrizione delle quote dei fondi aperti di diritto italiano avviene mediante versamento di un importo corrispondente al valore delle quote di partecipazione o, nel caso in cui i regolamenti dei fondi lo prevedano, mediante conferimento di strumenti finanziari della composizione che riproduce l'indice in conformità del quale il fondo investe. La sottoscrizione delle quote o azioni di fondi esteri armonizzati avviene mediante il cosiddetto modulo di sottoscrizione.

Per approfondire la disciplina relativa ai fondi aperti, visita la sezione Norme e consulta la pagina “Fonti normative”.

 

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