Assogestioni
 

La fabbrica dei soldi

Esiste una "fabbrica dei soldi"? Dove si trova, e chi la comanda?
Sono sicuro che pensate di saperlo: la fabbrica dei soldi è l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, la tipografia che stampa le banconote e conia le monete che circolano in Italia.

Sbagliato due volte. La produzione di banconote viene controllata dalla Banca Centrale Europea (BCE) e non direttamente dalla Zecca, che si limita a stamparle; inoltre, le banconote non rappresentano che una modesta parte dell'offerta di moneta. Esiste infatti un meccanismo che moltiplica i soldi: il motore di questo meccanismo è il sistema bancario.


Banca Centrale Europea

Nell’Unione Europea i Paesi che hanno adottato la moneta unica, fra i quali l’Italia, hanno delegato la propria sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea (BCE), che emette le banconote in euro e determina la politica monetaria per tutti gli Stati aderenti.

La BCE è nata nel luglio 1998, ha sede a Francoforte ed è retta da un Comitato Direttivo di sei membri. Il primo presidente della Banca Centrale Europea è stato l'olandese Wim Duisenberg, ma quello che adesso è in carica è il francese Claude Trichet.
Fra i compiti principali della Banca Centrale Europea c’è quello di determinare e il controllare la quantità di moneta che circola nei Paesi che adottano l’euro.
Perché tanto impegno per controllare la quantità di moneta? Lo vediamo subito...


Il miracolo della creazione: a cosa servono le banche

Supponiamo che il vostro amico Niccolò riceva in regalo dalla nonna, per la promozione, la somma di mille euro in banconote fresche di stampa. Resistendo all'entusiasmo iniziale, che lo spingerebbe a fare qualche spesa, Niccolò decide di depositare i suoi mille euro presso la Banca A, per evitare che finiscano nelle grinfie rapaci di sua sorella Alessia.

Credete forse che la Banca A si limiti a prendere i mille euro di Niccolò, chiuderli in cassaforte e dimenticarsene?
Niente affatto. La banca prende i soldi di Niccolò e li presta a qualcuno che ne ha bisogno. Ovviamente, la banca non può prestarli tutti: deve conservarne una parte per evitare problemi se qualcuno si presenta allo sportello per fare un prelievo dal proprio conto.

Supponiamo che la Banca A tenga 200 euro per riserva e presti 800 euro lire a un falegname che usa quei soldi per comprare un nuovo trapano dalla Ditta Acme, la quale deposita l'incasso presso la Banca B. Quest'ultima, non diversamente dalla Banca A, tiene come riserva 160 euro e presta 640 euro al signor Rossi, che vuole regalare una bicicletta a suo figlio Eustachio. Il venditore di biciclette deposita la somma incassata alla Banca C, che si comporta come tutte le altre banche....e via di seguito.

Come avrete notato, i 1000 euro iniziali si sono moltiplicati. In soli tre passaggi, sono diventati 2440 euro (1000+800+640). E non è finita qui: se tutte le banche trattengono a riserva il 20 per cento delle somme che ricevono in deposito, in breve i 1000 euro iniziali diventano 5000! Questo processo si chiama "creazione di moneta".

Ovviamente, se la Banca Centrale Europea deve controllare la quantità di moneta che circola nell'economia, non può limitarsi a stabilire la quantità di banconote che vengono stampate, ma anche la quantità di moneta creata dal sistema bancario.
Per farlo, può ricorrere a strumenti molto complicati o molto semplici. Il più semplice è la determinazione di un tasso di riserva obbligatoria, ovvero della percentuale minima di depositi che la banca deve trattenere a riserva e non può prestare ai propri clienti. Quanto più elevato è il tasso di riserva obbligatoria, quanto meno il sistema bancario riesce a creare moneta.

Ma perché la Banca Centrale Europea vuole controllare la quantità di moneta in circolazione? Non sarebbe meglio che non ci fossero limiti o, meglio ancora, che la Banca Centrale stampasse un sacco di soldi e rendesse tutti più felici? Bella domanda.
Ma la risposta è complicata, e merita una pagina tutta sua .

 

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