Assogestioni
 

Diversificare nella singola classe di attività e in diversi mercati

Una volta definita la classe in cui investire, la diversificazione opera all'interno di essa e dei mercati in cui è collocata

Una volta definita l'asset allocation del portafoglio, è necessario procedere a un'ulteriore diversificazione, nell'ambito delle singole classi di attività, per ridurre ulteriormente il rischio. Per esempio, un risparmiatore che investe parte del proprio patrimonio nel mercato azionario, se acquista azioni di una sola società, scommette sulla futura redditività di quell'impresa: si tratta di una scommessa rischiosa, perché le fortune delle aziende sono difficili da prevedere. Microsoft si è trasformata in pochi anni da un garage affollato da giovanotti geniali a una delle società più grandi del mondo; Parmalat si è trasformata in pochi giorni da azienda di solida reputazione a cumulo di macerie fumanti, dalle quali forse riuscirà a risorgere. Fortunatamente, chi investe in azioni non deve per forza affidare la propria sorte a una sola società: il rischio può essere ridotto investendo piccole somme su molte società, invece di concentrare tutto il patrimonio su poche.

Il rischio può essere misurato da un valore statistico: la deviazione standard. Essa misura la volatilità di una variabile, cioè la probabilità che il valore della variabile oscilli nel tempo, ed ha un valore compreso fra 0 e 1: al valore 0 corrisponde la certezza assoluta, a 1 la massima incertezza. Dunque, quanto più il valore della deviazione standard del rendimento di un portafoglio è elevato, tanto più elevato è il rischio.
Ricerche empiriche condotte sul mercato azionario americano hanno dimostrato che un portafoglio composto da un solo titolo ha in media una deviazione standard di 0,49. Se si passa da 1 a 10 titoli, il rischio si dimezza. A venti titoli, il rischio è ulteriormente diminuito a 0,13. Con il progressivo aumentare del numero dei titoli, il rischio continua a diminuire, per quanto in proporzione sempre decrescente. Lo stesso vale per tutte le altre classi di attività definite dalla asset allocation.

Ma la diversificazione, per quanto spinta, non elimina completamente il rischio legato all'investimento in una classe di attività. La diversificazione può eliminare il rischio idiosincratico - l'incertezza associata alle singole società - ma non il rischio aggregato, cioè l'incertezza associata all'andamento dell'economia nel suo complesso, che influenza l'andamento delle singole società. Per esempio, se l'economia entra in una fase recessiva, la maggior parte delle società vedrà diminuire il proprio fatturato, gli utili e il rendimento dei propri titoli azionari.
In conseguenza, per evitare di essere eccessivamente esposti al rischio di un unico mercato, e approfittando del fatto che, storicamente, le recessioni non sono simultanee in tutti i paesi del mondo, è necessario rendere ancor più sofisticata la diversificazione, scegliendo opportunamente anche i mercati a cui esporre il proprio investimento, prendendo in considerazione non solo le economie avanzate, ma anche quelle emergenti o in via di sviluppo.

Un'ulteriore possibilità di diversificazione è offerta dagli strumenti finanziari alternativi, che allargano la prospettiva del portafoglio anche ad attività non finanziarie o a strategie d'investimento innovative.

 

 

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