Assogestioni
 

Il comportamento degli investitori italiani

Il risultato delle analisi sul comportamento finanziario degli investitori italiani

Sino a pochi anni fa poco era noto in merito al comportamento dei singoli investitori, ma dalla metà degli anni novanta sono state effettuate varie analisi sul comportamento dei piccoli investitori statunitensi, soprattutto per merito di studiosi come Barber ed Odean, che hanno potuto utilizzare un dataset concesso da un discount broker in merito alle scelte effettuate dai singoli clienti.

Nel caso dell'Italia varie evidenze sono state portate a partire dalla fine degli anni novanta per merito di vari studi, tra i quali possiamo ricordare quelli contenuti nel Rapporto annuale sul risparmio del Centro Einaudi e della BNL.
I risultati sono uniformi nell'indicare l'esistenza di comportamenti irrazionali da parte degli investitori (individuali, non istituzionali). Nel caso degli Stati Uniti ad esempio si è mostrato che gli investitori:
- detengono troppo a lungo i titoli in perdita, probabilmente essendo restii ad ammettere gli errori compiuti nella scelta ed ignorando le caratteristiche dei titoli per studiare le prospettive future dei prezzi;
- effettuano troppe movimentazioni di portafoglio: è possibile individuare un ampio differenziale tra il rendimento conseguito da chi movimenta tanto il portafoglio e quello di chi movimenta poco il portafoglio a favore di questi ultimi;
- privilegiano in maniera sistematica i titoli azionari che avranno performance poco brillanti nel futuro a discapito dei titoli che invece tenderanno a salire;
- sono influenzati dal canale di contrattazione (passare dalla contrattazione "tradizionale" a quella su Internet aumenta la frequenza delle transazioni);
- nel caso di scelta di fondi comuni di investimento, gli investitori sono molto (negativamente) influenzati dalla presenza di commissioni di ingresso ma relativamente insensibili al livello delle commissioni di gestione. Inoltre tendono ad acquistare e a vendere fondi comuni che hanno conseguito rendimenti positivi nel passato, detenendo troppo a lungo in portafoglio i fondi comuni che hanno ottenuto rendimenti negativi;
- diversificano in maniera insufficiente il portafoglio dal punto di vista internazionale, privilegiano addirittura i titoli emessi da aziende localizzate vicino al luogo di residenza.

Anche in Italia gli investitori sembrano essere afflitti da simili problemi di irrazionalità. Ad esempio, i possessori italiani di titoli azionari spesso detengono un portafoglio composto da pochissimi titoli; ma soprattutto emergono vari problemi legati alla scarsa informazione ed alla scarsa conoscenza dei mercati finanziari. Un'analisi relativamente nota eseguita nel Rapporto del Centro Einaudi e BNL ad esempio mostra che gli italiani si informano pochissimo sui temi finanziari. Su 100 italiani intervistati, 66 non sanno quanto tempo dedicano ogni settimana all'informazione finanziaria, e ben metà del restante 33 dedica meno di mezz'ora alla settimana a questo tema.

 

Mappa