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Exchange Traded Funds (ETF)

Gli ETF si differenziano dai fondi comuni di investimento per il tipo di gestione adottato

Gli Exchange Traded Funds (ETF) sono strumenti finanziari di risparmio gestito, che uniscono alcune delle caratteristiche tipiche dei titoli azionari con altre proprie dei fondi comuni d'investimento. In sintesi questi prodotti sono dei fondi comuni d'investimento a gestione passiva, scambiati in mercati organizzati.

Come i fondi comuni, gli ETF sono quote rappresentative di un portafoglio di attività finanziarie (azioni, obbligazioni e liquidità). In generale, allo stato attuale gli ETF tendono a replicare un indice di mercato, come per esempio lo S&P 500, il NASDAQ-100, l’MSCI EAFE, il MIBTEL 30 e così via.
Quindi, diversamente da quanto accade per la maggior parte dei fondi comuni, la società di gestione non procede alla selezione dei titoli in portafoglio, la cui composizione non varia attivamente nel tempo, se non nella misura in cui varia la composizione dell'indice replicato. Si tratta quindi di un tipico esempio di strumento finanziario a gestione passiva. Gli ETF rappresentano un'alternativa all'investimento in fondi comuni aperti e, soprattutto, ai cosiddetti "fondi indice", perché riducono le formalità burocratiche e i tempi di sottoscrizione/rimborso (essendo trattati in una Borsa valori) e possono presentare profili commissionali più convenienti.

Il primo ETF è noto come Spider e replica l'andamento dell'indice S&P 500: è stato costituito nel 1993 ed è scambiato all'American Stock Exchange. Il suo nome deriva dalla pronuncia anglosassone dell'acronimo della sua denominazione ufficiale: SPDR, che sta per Standard and Poor's Depositary Receipt. Fra gli ETF oggi più diffusi fra gli investitori ci sono quelli che replicano l'andamento degli altri indici più seguiti delle borse statunitensi, come il Qube, che replica il NASDAQ-100, e il Diamond, dall'acronimo del Dow Jones Industrial Average.

 

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