Assogestioni
 

I bias comportamentali

Razionalità e comportamento finanziario degli individui

In molti casi il comportamento finanziario degli individui non risponde a requisiti di razionalità: le persone spesso non considerano la scelta finanziaria come parte integrante del processo di pianificazione del proprio futuro economico, ma guardano agli investimenti finanziari come a una sfera sconnessa dal resto della propria vita economica.

Limitandosi a un’analisi parziale, inoltre, sembrano comportarsi in maniera irrazionale secondo alcune tendenze sistematiche che hanno conseguenze negative sui rendimenti. La teoria finanziaria ha studiato queste dinamiche, definendole in maniera generale come "bias comportamentali".

Lo studio, condotto negli ultimi 20 anni, ha utilizzato in maniera sistematica contributi provenienti dall’economia e dalla psicologia. Un primo bias, per esempio, è quello generato da un’eccessiva fiducia in se stessi. Molti esperimenti mostrano che in vari casi gli intervalli di previsione non contengono la realizzazione successiva della variabile prevista: tuttavia, gli eventi che vengono ritenuti sicuri a volte non hanno luogo, e gli eventi ritenuti (poco) possibili invece accadono.
Un secondo bias è quello della rappresentatività: gli individui valutano le probabilità che un oggetto appartenga a un certo insieme sulla base di alcune caratteristiche appariscenti e non di un’analisi dettagliata, spesso ignorando persino elementari calcoli della probabilità. Un terzo bias rilevante è relativo alla tendenza a non cambiare idea: gli individui tendono non cercare, o a non notare, indicazioni contrarie alla propria opinione, e se le trovano tendono a dare loro poca rilevanza senza cambiare la propria opinione.

Non è chiaro quali possano essere le conseguenze sul rendimento causate dai bias.
Da una parte ci si può aspettare che gli investitori che ne sono affetti tenderanno a scegliere i titoli sulla base di elementi che non danno il giusto rilievo ai fondamentali, e quindi nel lungo periodo finiranno per effettuare contrattazioni a prezzi sistematicamente sbagliati. Dall’altra parte si potrebbe anche pensare al caso in cui questi bias sono condivisi dalla maggior parte degli investitori e hanno un impatto sistematico sui prezzi di mercato, che può essere meglio sfruttato proprio da individui soggetti agli stessi bias.
L’evidenza scientifica sembra però far propendere per la prima delle due ipotesi, mostrando che il rendimento conseguito da molti investitori è inferiore a quello che avrebbero potuto ottenere da semplici strategie di acquisto e mantenimento.

 

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